Città Creative dell’UNESCO: il circuito

Il circuito delle Città Creative dell’UNESCO nasce nel 2004 come evoluzione del progetto ‘Global Alliance for Cultural Diversity initiative’ organizzato dalla medesima istituzione nel 2002. il network è costituito per promuovere lo sviluppo sociale, economico e culturale delle città in tutto il mondo, dai paesi sviluppati a quelli in via di sviluppo.
Una volta inclusa nel network, una città ha l’occasione di condividere esperienze e creare nuove opportunità su scala globale.
Uno degli ingredienti-chiave è la creazione di una partnership tra settore pubblico e privato per liberare il potenziale creativo a livello di piccole e medie imprese, che giocano un ruolo fondamentale per l’economia.
Il Circuito è in espansione, con oltre 20 città il cui caso è all’esame dell’UNESCO per l’affiliazione.
Il focus del progetto è incentrato sulla dimensione urbana in quanto:

  • le città comprendono tutte le componenti della filiera delle industrie creative, dall’atto della creazione artistico-culturale
  • le città sono incubatori perfetti di cluster creativi, con la tensione giusta a connettersi ad altre città per far riverberare il potenziale creativo a livello globale
  • le città sono della grandezza giusta per intercettare gli stimoli culturali locali e contemporaneamente fungerne da trampolino per la proiezione sulla scena internazionale

Oggi più della metà della popolazione mondiale vive nelle città, ed il concetto stesso delle ‘Creative Cities’ è basato sulla convinzione che la cultura giochi un ruolo fondamentale nella evoluzione e nel rinnovamento delle città stesse, con la creatività che diviene un elemento chiave per tutte le istituzioni nella pianificazione economica.
La visione delle Città Creative si ispira al concetto essenziale di “Economia Creativa” e di “Industrie Creative” definite dal UK Government Department for Culture, Media and Sport (DCMS) come “le industrie che hanno origine nelle competenze creative individuali e sono in grado di generare lavoro e sviluppo economico mediante la generazione e lo sfruttamento di proprietà intellettuali”.

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