Le città creative: il modello di Richard Florida

Il concetto di “Città Creativa” come modello progettuale di sviluppo è stato proposto in chiave complessiva da alcuni autori in particolare. Per loro la proiezione in chiave economico-istituzionale della nozione di creatività si traduce nella realtà territoriale di una “città creativa” abitata e resa tale da una “creative class” composta di professionisti impiegati nelle industrie creative. Tale fattore, unito a quelli di un elevato livello di diffusione della tecnologia, di un buon sistema educativo ed accademico e di un approccio intellettuale aperto, contribuisce a creare l’ambiente adatto al proliferare delle attività creative.
I maggiori teorici di tale visione sono Landry e – in modo più dettagliato – Richard Florida, che ha anche elaborato un sistema di misurazione del tasso di creatività dei luoghi. Le variabili da considerare sono le tre “T”:
Talent: la concentrazione di talenti nell’ambito delle “super-creative core” (informatici, matematici, architetti, designer ecc.)
Technology: un alto livello di infrastrutturazione tecnologica con particolare riferimento alla connessione Internet
Tolerance: il grado di inclusività sociale misurato in relazione alle caratteristiche dell’orientamento sessuale (Gay Index), della predisposizione professionale artistica (Bohemian Index), dell’etnia (Melting Pot Index).
Ancora una volta al centro della costruzione pratico-teorica della creatività = fattore di sviluppo c’è il fattore umano.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...